𝐒𝐨𝐠𝐧𝐨 𝐮𝐧 𝐦𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐮𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐢 𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢𝐭𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐮𝐧𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐞 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐞.
Una realtà in cui collaborare per vincere sia il modello a cui ispirarsi. L’idea arcaica dell’architetto come Ego che solo se si mantiene tale produce idee rivoluzionarie, richiede, nella mia visione, un salto di paradigma.Vedo colleghi che ancora temono la concorrenza. La denigrano, sono diffidenti, si chiudono e quando agiscono lo fanno per difendersi. Questa convinzione, in un nuovo mercato con sfide complesse, crea vantaggio per chi invece decide di unire le forze e vuole progredire. Mettere insieme idee, competenze, visioni, per molti architetti è un vero salto mentale. Una volta scardinata questa convinzione, ci si apre alla possibilità di accedere ad una qualità di lavoro superiore e ad essere più competitivi. Mi chiedo: ha senso, quindi, spendere energie per difendersi, oppure è più interessante investirle nel trovare strategie per emergere e fare la differenza? Spendere o investire. La mia scelta l’ho già fatta.
Qual è la tua?
